Consob in Commissione Banche: botta e risposta tra Savona e De Bertoldi (FdI) su sospensione vendite allo scoperto per Covid

Ancora una volta Paolo Savona, presidente di Consob, ha rimandato al mittente ogni accusa che gli è stata mossa sulle tempistiche di sospensione delle vendite allo scoperto. Posizione già resa noto alla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario nell’audizione del 28 maggio scorso (clicca qui per le altre audizioni). A fine febbraio di quest’anno infatti, durante le prime avvisaglie del Covid in Europa, i mercati cominciavano a fibrillare. Ma la direttiva Consob di sospensione è arrivata solo alcune settimane dopo, bloccando di fatto i cosiddetti short selling su tutti i titoli nel mercato solo il 17 marzo per un periodo di 3 mesi. (Qui sotto il video dell’audizione)

Si potevano vietare prima?“. Questa la domanda che assilla il senatore Andrea De Bertoldi (FdI), componente della bicamerale. Dubbio sul quale ha avuto modo di interrogare a fondo il presidente di Consob nell’audizione del 14 luglio. L’ex ministro ha però tenuto a scacciare ogni sospetto: ciò che si poteva fare è stato fatto e, come spesso avviene, le decisioni sono dipese dai “piani” alti. Piani che però andrebbero riformati; questo il presidente non lo nasconde.

«Non c’era evidenza che gli andamenti della Borsa italiana fossero il riflesso di attacchi speculativi», spiega Savona. Consob può sospendere la vendita di alcuni titoli solamente per un limitato periodo di tempo ed eventualmente prorogare la direttiva solamente se il titolo scende sotto una certa soglia. Inoltre la decisione di sospensione dev’essere prima ratificata dall’Esma – la European Securities and Markets Authority – che agisce in caso di «grave minaccia di integrità dei mercati». E la direttiva di sospensione delle vendite allo scoperto, in particolare, è arrivata solo il 17 marzo.

«Infondato» anche il giudizio espresso dal senatore sul fatto che Consob non abbia tenuto conto della contendibilità delle aziende quotate. «Nessun episodio di improprie scalate durante la pandemia», sostiene l’economista. «Per la maggior parte i provvedimenti presi da Consob dallo scoppio della pandemia – precisa Savona – sono stati presi allo scopo di tenere sotto controllo le possibili scalate. La Consob segue ogni azione di questo tipo ed interviene per evitare che avvengano improprie scalate». Decisioni tutte prese «collegialmente e senza indugio», sottolinea.

Non tutti i ribassi registrati sui mercati i primi giorni di marzo sono, però, da imputare alla speculazione sui titoli. Spiega infatti il presidente Consob: «Non esiste evidenza che le vendite allo scoperto siano la forza trainante delle altre operazioni di Borsa. Nella vicenda legata alla pandemia esistono condizioni oggettive, come la caduta dell’attività produttiva, che influiscono sulle vendite al ribasso non catalogabili come speculazione almeno nei consueti termini negativi». Nel divieto temporaneo del 13 marzo (poi non prorogato), infatti, non vi era evidenza di vendite speculative al ribasso per i titoli non soggetti al divieto, osserva il Savona.

Ad ogni modo, l’ex ministro ammette che l’azione di Consob può diventare più efficace se viene aumentato il suo spazio di azione. «Ho più volte indicato al Parlamento – afferma – la necessità di meglio definire norme per far coincidere responsabilità e poteri decisionali». Propensione alla riforma degli istituti di vigilanza del resto già espressa anche nella scorsa audizione.

Infine una domanda del senatore veneto Massimo Ferro vira sul nascituro connubio Cattolica-Generali. «Dopo l’esperienza delle popolari non vorrei succedesse la stessa cosa», osserva amaro il senatore veronese. «Perché non è stata fatta un’Opa pubblica facendone così beneficiare i soci? – osserva il senatore – Questo lede i loro diritti». Inoltre, per quanto riguarda il tema Autostrade, Ferro interroga la Consob sulla possibilità del verificarsi di turbative di mercato.

Per quanto riguarda la prima domanda, la risposta di Maria Antonietta Scopelliti – Responsabile Divisione Mercati – è breve: «Dipende dai soci». Eventuali turbative di mercato saranno invece monitorate attentamente da Consob. «Forniamo informativa sul prezzo del titolo ogni giorno», assicura.

Francesco Ferasin
Francesco Ferasin
Nato a Vicenza il 1º febbraio 1997. Ho conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Paolo Lioy e successivamente mi sono laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Verona con una tesi sulla filosofia del linguaggio. Ora sto proseguendo gli studi in Strategie di comunicazione presso l’Università di Padova. Le mie passioni vanno dalla letteratura alla storia, dalla filosofia alla musica, ma tra queste spicca quella per il giornalismo, nata tra le pagine dei libri di Oriana Fallaci quando ancora la possibilità di scrivere mi sembrava lontana.

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